Chirurgia Moderna LipodissolveLaserlisi


I filler sono materiali che vengono iniettati nel viso al fine di poter riempire rughe o depressioni. Cominciano ad apparire, per porre rimedio agli inestetismi del viso, alla fine degli anni '60. Fondamentalmente possiamo distinguere due gruppi di prodotti riempitivi, classificati in base alla loro composizione chimica: i filler non permanenti, caratterizzati da un riassorbimento cutaneo più o meno rapido; i filler permanenti che presentano un riassorbimento molto lento o rimangono nei tessuti in modo permanente. Risulta difficile poter definire un filler "ideale". La varietà di materiali a disposizione permette di avere varie opportunità e varie soluzioni. Il filler "ideale" dovrebbe presentare le seguenti caratteristiche:
massimo risultato, inteso sia come percentuale di correzione dell'inestetismo sia percentuale di soddisfazione del paziente.
massima durata, intendendosi per durata la permanenza nel tempo dell'efficacia della correzione della ruga. Come è logico i filler non permanenti hanno durata limitata (media 5-6 mesi), mentre i materiali di sintesi permanente possiedono una durata maggiore (maggiore di 2 anni); alcuni di loro necessitano comunque di ritocchi a distanza.
massima sicurezza, ossia minore incidenza di effetti collaterali indesiderati. I fattori che aumentano la sicurezza sono rappresentati dal numero di pazienti sottoposti nel tempo a trattamento, agli anni di sperimentazione e di vendita del prodotto, e dalla possibilità di rimuovere il materiale impiantato se non riassorbibile.
La scelta del materiale riveste, quindi, un ruolo fondamentale. L'approccio medico-paziente deve seguire le normali procedure: indagine anamnestica completa e check up cutaneo (con particolare attenzione all'esame obiettivo dell'inestetismo sia esso una ruga, una piega, una depressione o una pseudodepressione. Questa condotta permette al Medico di indirizzare la scelta verso un determinato filler e di valutare accuratamente le esigenze e le aspettative del paziente. Ad esempio i solchi nasogenieni profondi rendono tristi, le rughe verticali tra le sopraciglia creano un aspetto cupo, le rughe perioculari, comunemente definite zampe di gallina possono talvolta donare al volto un espressione allegra e non necessitano talvolta di essere corrette o attenuate.
Si rivelano controindicazioni all’impiego di materiali di riempimento: allergia nota al prodotto da iniettare, la gravidanza, le malattie autoimmunitarie, l’Herpes in fase attiva (i pazienti predisposti a tale affezione dermatologica dovrebbero effettuare una profilassi preventiva), i disordini della coagulazione.

Filler riassorbibili o non permanenti
Acido ialuronico

L’ acido ialuronico è un polisaccaride elastoviscoso presente nella matrice intercellulare di quasi tutti i tessuti umani. Chimicamente identico in tutte le specie e in tutti i tessuti, non presenta una specificità legata alla specie o al tessuto. L’alto contenuto idrico e le proprietà viscoelastiche di questo polisaccaride assicurano protezione e stabilità alle cellule e alla matrice intercellulare. L’acido ialuronico è indicato per la correzione degli inestetismi cutanei della pelle (rughe, solchi, cicatrici) causati principalmente dall’invecchiamento e da lesioni degenerative, e per aumentare il volume delle labbra o definirne il contorno.
La tecnica d’impianto può variare a seconda della profondità dell’iniezione e della quantità di prodotto iniettato. Piccole quantità di anestetico locale o superficiale sono sufficienti a garantire un buon comfort di trattamento per il paziente.
Dopo l’impianto la pelle deve essere massaggiata leggermente per uniformare il prodotto con la superficie della pelle circostante. Qualche piccola ecchimosi e un po’ di gonfiore possono talvolta verificarsi, anche in mani esperte.


Le indicazioni

Nella valutazione delle correzioni da apportare al profilo cutaneo del viso, si ricorda che è necessario considerare l’etiologia, ossia la causa, del difetto, il tipo di pelle del paziente e la tecnica da utilizzare a seconda dell’inestetismo.
Innanzitutto le indicazioni da trattare si possono distinguere in tre categorie
1. rughe e solchi come esito di mimica facciale
2. rughe e solchi come esito di un generale invecchiamento della pelle accompagnato a volte da cedimento del profilo
3. aumento dei volumi

Rughe e solchi come esito di mimica facciale
La comparsa dei segni del viso è frutto di un impoverimento delle strutture portanti del derma quali le fibre di collagene, l’elastina, l’acido ialuronico. Non è solo un turn over decrescente con l’avanzare dell’età a determinare la formazione degli inestetismi cutanei: responsabile di questi anche in soggetti relativamente giovani è la mimica facciale.
Le zone del viso maggiormanete sottoposte a stress e quindi a formazione di rughe o solchi sono:
Le rughe orizzontali della fronte
Le rughe glabellari
Le rughe nasogeniene
Le rughe perioculari
Le rughe periorali


Rughe e solchi come esito di un generale invecchiamento della pelle accompagnato da modificazioni del profilo
Non necessariamente determinati da una mimica facciale pronunciata, gli in estetismi qui considerati sono attribuiti alla decrescente tonicità del tessuto dermico. La struttura cutanea presenta un cedimento soprattutto nei seguenti distretti:
Arcata sopraccigliare
Regione zigomatica
Regione orale
Profilo mandibolare
Labbra

Aumento dei volumi
L’aumento dei volumi quali labbra , regioni zigomatiche, mento, dorso e radice nasale, può essere motivato da un oggettivo stato di carenza naturale o dettato da canoni estetici vigenti.

L’acido ialuronico ha dimostrato di essere un valido presidio per il medico nella correzione immediata delle tre tipologie di indicazioni descritte.


Caratteristiche dell’acido ialuronico

L’acido ialuronico è un prodotto iniettabile altamente viscoelastico, non richiede test preliminare di sensibilità ed è dunque ideale per eseguire un trattamento sin dalla prima visita, per un risultato immediato. Inoltre lo si può considerare un trattamento elettivo anche in persone che hanno dimostrato intolleranza a prodotti a base di collagene o considerate “a rischio”. La sua funzione è di creare e mantenere uno spazio nel derma per sollevare le depressioni più o meno profonde che si sono andate a formare.
L’acido ialuronico in gel è un prodotto piuttosto compatto e quindi richiede, per garantire un buon risultato estetico, un’attenta tecnica iniettiva. L’acido ialuronico naturale può essere iniettato sia a livello dermico papillare che reticolare. La correzione sarà completa fin dalla prima seduta, non richiedendo cioè ulteriori ritocchi in quanto il prodotto non rilascia né richiama acqua, una caratteristica estremamente importante sia perché consente una giusta valutazione della correzione durante l’impianto, sia perché permette un’assenza di modificazioni dei risultati ad impianto avvenuto.
Le tecniche spaziali di applicazione utilizzate per l’acido ialuronico sono simili a quelle già adottate per gli innesti di collagene e precisamente: tecnica lineare, tecnica di tunnellizzazione , tecnica a microponfi in serie , tecnica stratificata.
La scelta di una tecnica è legata alla manualità individuale di ogni medico, ma dipende anche dal tipo di ruga e dalle sedi di innesto.

Conclusioni

L’ampia pratica clinica con l’acido ialuronico, consente di confermare alcune importanti considerazioni. Tutti i pazienti ad oggi trattati non hanno manifestato nessun effetto collaterale come per esempio arrossamenti prolungati o gonfiori delle aree trattate.
Nell’utilizzo quotidiano di questo nuovo filler si sono evidenziati inoltre l’estrema versatilità, l’ampliamento delle aree correttive e una sempre più progressiva superficializzazione dell’impianto, per il raggiungimento di risultati gratificanti sia per l’operatore che per il paziente.

Filler permanenti

Radiesse o Idrossiapatite

Un materiale di riempimento permanente ideale dovrebbe essere non tossico; non determinare reazioni di tipo immunitario; essere compatibile con i tessuti sotto il profilo biochimico, strutturale, e meccanico; rimanere collocato esattamente dove è stato infiltrato; essere di facile utilizzo. Tra i numerosi impianti volumizzanti permanenti presenti in medicina estetica si rivela particolarmente affidabile un composto costituito da calcio idrossiapatite (analogo sintetico del costituente inorganico delle ossa e dei denti) denominato Radiesse. Questo prodotto ha una consistenza gelatinosa, come quella di un dentifricio. In questa forma, ha ottenuto l’approvazione della americana FDA (Food and Drug Administration) severo organo di controllo dei farmaci e dei dispositivi medici. Il Radiesse si caratterizza per una completa tollerabilità nei tessuti molli e per l’agilità di applicazione, risultando particolarmente indicato nel trattamento dei solchi e delle depressioni profonde, e nell’aumento volumetrico degli zigomi.
L’idrossiapatite (CaHA), è una sostanza che da oltre 25 anni viene impiegata come sostituto della componente ossea in varie specialità medico-chirurgiche, quali l’ortopedia, la chirurgia maxillo-facciale, l’odontoiatria. Utilizzata, in oltre cinque milioni di pazienti, è contenuta in circa 500 dispositivi medici. La sua biocompatibilità è quindi ampiamente dimostrata.


Profilo di sicurezza

Il profilo di sicurezza è riassumibile in tre punti:
• L’approvazione della FDA che garantisce gli studi necessari a stabilire l’innocuità del prodotto prima e la sua efficacia poi. L’approvazione sotto forma di marchio CE come equivalente per l’Europa.
• Gli studi clinici nelle numerose Specializzazioni Medico-Chirurgiche (chirurgia plastica, medicina estetica, otorinolaringoiatria, urologia, proctologia, chirurgia maxillo-facciale, odontoiatria e gastroenterologia).
• La biocompatibiltà.

La Biocompatibilità si suddivide in tre fattori dipendenti fra loro, ovvero:
• Biocompatibilità Biochimica
L’organismo riconosce la sostanza come propria e non genera alcuna reazione immunologia.
• Biocompatibilità Strutturale
La sostanza non si altera, l’impianto è stabile e non si genera alcuna reazione come ad esempio la fibrosi tissutale.
• Biocompatibilità Meccanica
La sostanza si adatta all’area di impianto senza creare una destabilizzazione funzionale e quindi, senza innescare meccanismi di difesa adattativi.